sabato 19 aprile 2008

DA PICCOLA...



Quant' era bella la matematica da piccoli...
Non so voi, ma a me risultava molto più semplice.
Pensandoci, la cosa che mi consola è che andrò (se tutto andrà per il verso giusto...) ad insegnarla ai bambini piccoli...mi sento sollevata!

sabato 12 aprile 2008

LA GIUSTA STRADA...





Bè...l' impatto con il corso di didattica della matematica è stato molto morbido e devo ammettere che sta modificando il mio punto di vista.
Il corso rafforza sempre più la mia convinzione che affinchè un mestiere abbia dei risvolti positivi, sia per chi lo svolge che per chi ne usufruisce, deve essere svolto con PASSIONE.
Seguendo il corso sono tornata alle origini del mio rapporto con la matematica: ho riscoperto che il bello in essa è che si trova in tutto ciò che ci circonda e basta a volte osservare le cose con lo sguardo di un bambino per capirle con facilità!
La cosa che mi ha particolarmente colpito è proprio il fatto che "Bisogna FARE, per capire!"...
è questa LA STRADA GIUSTA!!!

ECCOMI...FINALMENTE!


CIAO A TUTTI!!!!
Il mio rapporto con la matematica non è stato dei migliori, anche se leggendo gli altri blog mi sono resa conto che c'è qualcuno in condizioni peggiori delle mie.
Da bambina mi relazionavo alla matematica in modo molto naturale, nei giochi infatti ricorreva sempre:le carte, la Dama, la Tombola, il gioco della Campana, il Rubabandiera, Nascondino...a pensarci la utilizzavo più frequentemente di quanto mi aspettassi e ricordarlo ora, agginge sicuramente una nota positiva.
Con il passare degli anni però l'aspetto ingenuo e naturale della matematica è andato via via scemando fino a scomparire negli anni del liceo: ora che ci ripenso, avevo scelto il Liceo linguistico proprio per evitare troppe ore di matematica perchè non era tra le mie materie preferite. Proprio nel fior fiore della giovinezza, in quelli che per la maggior parte sono i più belli anni, un tarlo si è insinuato a rovinare lo splendore della mia carriera scolastica: la MATEMATICA! E' stato un colpo basso, data la ponderata scelta della scuola. In realtà il problema non era infatti la quantità di ore dedicate alla disciplina, bensì il modo in cui essa mi veniva insegnata: la prof era molto fredda, distaccata, insegnava senza passione, svolgendo solo il suo dovere di trasmettere dei saperi che però non arrivavano, dati i suoi metodi. Devo comunque ammettere che anch'io facevo la mia parte: già la materia non mi piaceva particolarmante, poi, aggiungiamo un pizzico di svogliatezza e la frittata è fatta! I primi due anni me la cavavo abbastanza bene, in seguito però ho iniziato a trascurare qualche passaggio, così non riuscendo più a capire i successivi, ho finito con il rassegnarmi. Il risvolto? basti pensare che durante un compito in classe non sapendo dove mettere mano, ho preferito compilare un cruciverba (ma anche quella è una forma di matematica...un pò alternativa si, però...!!).
Insomma, alla fine del liceo il mio rapporto con la matematica era "equivalente" (per parlare in termini matematici) a quello tra Veltroni e Berlusconi (per rimanere in tema di elezioni): insomma un faccia a faccia continuo, ricco di promesse, slanci di bontà e finta generosità (io mi ripromettevo, di tanto in tanto, di recuperare e la prof., di tanto in tanto, rispondeva con 4 e 5 che fioccavano disastrosamente sui registri)...così il mio stato d'animo passo alla TRISTE RASSEGNAZIONE.
L'arrivo al mondo universitario aveva finito con il portarmi all'ignorare completamente questa disciplina, visto che per fortuna non appariva tra gli esami.
Tuttavia, ahimè, con il passaggio a questa facoltà il tarlo è tornato a rosicchiarmi...: non vi dico che idillio quando ho scoavato il corso di Didattica della matematica!
Ma questa è un'altra storia...